Nell'occasione della LXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, la Famiglia Calabriana di Verona si è radunata presso il Santuario San Giovanni Calabria per un momento di preghiera e condivisione. L’iniziativa, vissuta in comunione con le realtà dell’Opera presenti nei diversi continenti, ha rappresentato un’occasione per riflettere sul tema della vocazione e sul suo significato nella vita della Chiesa, come chiamata universale alla santità per ogni persona.
“Essere chiamati… per essere salvati… per essere inviati…”
Domenica 26 aprile 2026, quarta domenica di Pasqua, si è celebrata la LXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. La Famiglia Calabriana di Verona si è unita a tale intenzione presso il Santuario San Giovanni Calabria in San Zeno in Monte, pregando per la Chiesa universale e per l’Opera, in comunione con le realtà presenti nei vari continenti.
Il Casante, Padre Massimiliano, nell’omelia della messa conclusiva, ha guidato l’assemblea a pregare per la vocazione di ciascuno, affinché possa nascere in ognuno una vocazione nuova, di mente e di cuore. Saper distinguere la voce di Gesù, il “Buon Pastore”, dal "ladro del giudizio", dalla condanna che uccide e da tutto ciò che vuole distruggere la nostra anima, è ciò che ci porta alla salvezza e a vivere in pienezza una vita vera, fatta di unità e perdono.
Papa Leone XIV, nel suo messaggio per questa LXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, descrive Gesù come il “Pastore Bello”: una bellezza che è sintesi di verità, amore e dono di sé. Partecipare alla missione di Cristo significa dunque riflettere questo splendore, lo stesso che contraddistingue i santi: essi non brillano di luce propria, ma irradiano la presenza del Risorto che vive in loro.

“Uscite e incontrate la cultura, la gente, la vita! Meravigliatevi per l'opera che Dio compie nel mondo”. Con queste parole il Pontefice, nell’omelia della messa celebrata nella Basilica di San Pietro in questo 26 aprile 2026, ci ricorda che la vita non può limitarsi tra le mura della parrocchia, delle associazioni o dei movimenti, perché chi è salvato “esce e trova pascolo”.
Il mandato che San Giovanni Calabria ci affida oggi è quello di rimanere uniti a Dio, come il tralcio alla vite, per portare frutto ed essere quei “Vangeli Viventi” che riflettono la luce di Cristo, testimoni di pace e ricolmi della vita che Gesù ci dà in abbondanza. Perché, come dice il nostro Fondatore: “Se rimarremo uniti a Dio, faremo cose grandi; separati da Lui, siamo un nulla”.
Lasciamoci, quindi, trasformare dalla Sua Parola in conche e canali, mani e cuore della missione del Figlio Suo, Gesù, che continua attraverso il nostro “fiat”.