Professione Triennale in Sicilia
Giorni di grande gioia, intensa emozione e profonda gratitudine per la nostra Famiglia Religiosa dei Poveri Servi della Divina Provvidenza.
«Eccomi, Signore, per sempre!»: La pace custodisce il cuore nella Famiglia Calabriana
Giorni di grande gioia, intensa emozione e profonda gratitudine per la nostra Famiglia Religiosa dei Poveri Servi della Divina Provvidenza.
Nella Parrocchia San Nicola di Bari a Termini Imerese e nella Parrocchia Santa Maria di Nuovaluce a Catania, i nostri fratelli fr. Kiaco e fr. Adolfo Sapalo hanno celebrato la loro Prima Professione Religiosa Triennale, chiamati a consegnare e affidare a Dio la propria vita attraverso i voti di povertà, castità e obbedienza.
I momenti di grazia e di festa sono stati vissuti con particolare gioia da fr. Kiaco e fr. Adolfo, e hanno visto la partecipazione di don Valdecir, Delegato per l’Europa dell’Opera Don Calabria, insieme ai fratelli venuti da Roma, Catania e dalla Calabria, alla comunità parrocchiale e a quanti li hanno accompagnati nel loro cammino vocazionale.
«La vocazione non ce la siamo dati da soli»
A Termini Imerese, fr. Kiaco ha pronunciato davanti al Signore il suo «Eccomi», affidando a Lui la propria vita e il proprio cammino di consacrazione.
Nell’omelia, partendo dall’immagine evangelica della vigna, don Valdecir ha ricordato che:
«La vita consacrata, prima di essere una nostra iniziativa, è una vigna ricevuta in dono. La vocazione non ce la siamo dati da soli. La vita, la fede, la chiamata, il desiderio di seguire Gesù: tutto ci precede».
E rivolgendosi direttamente a fr. Kiaco:
«Oggi tu non vieni davanti al Signore a dire semplicemente: “Da oggi farò qualcosa per Dio”. Piuttosto dici: “Signore, riconosco che la mia vita viene da Te e voglio riconsegnartela come offerta gradita a Te e a servizio dei fratelli e delle sorelle”».
La professione religiosa diventa così un atto di gratitudine e di consapevolezza: tutto è dono, tutto è grazia, tutto viene dalla Provvidenza e a Dio viene nuovamente consegnato.
I voti di povertà, castità e obbedienza non sono semplicemente delle regole da osservare o degli impegni da assumere. Diventano uno stile di vita, e ancora più profondamente, uno stato di vita: il modo concreto con cui il consacrato sceglie di appartenere a Cristo, di vivere per Lui e di donarsi ai fratelli e alle sorelle.
La professione di fr. Kiaco è dunque un nuovo passo nel suo cammino di conformazione a Gesù, nella Famiglia Religiosa dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, per vivere la propria vocazione come figlio amato dal Padre, fratello tra i fratelli e servo dei poveri.
«La pace di Dio custodirà i vostri cuori»
A Catania, per la professione di fr. Adolfo Sapalo, nell’omelia don Valdecir è partito dalle parole di san Paolo:
«E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù», sottolineando come proprio questa pace possa aiutarci a comprendere il significato dei tre voti.
La vita consacrata, infatti, non è semplicemente una vita fatta di rinunce. È una vita nella quale il cuore viene progressivamente liberato, unificato e pacificato in Dio:
- La povertà ci libera dal possesso e ci insegna a fidarci della Provvidenza;
- La castità unifica il cuore nell’amore, rendendolo disponibile a Dio e ai fratelli;
- L’obbedienza ci libera dalla pretesa di essere noi a guidare la nostra vita e ci insegna ad affidarci alla volontà del Padre.
Così i tre voti diventano un cammino verso quella pace che non nasce dall’assenza delle difficoltà, ma dalla certezza di essere nelle mani di Dio.
Un unico cammino di benedizione
Grazie, Signore, per il dono della vocazione di fr. Kiaco e di fr. Adolfo!
Accompagniamo i nostri fratelli con la nostra preghiera. A fr. Kiaco e a fr. Adolfo auguriamo di custodire sempre nel cuore quel primo «Eccomi» e di poterlo rinnovare ogni giorno con la vita:
«Eccomi, Signore, per sempre!»
Che possano crescere nella fedeltà alla loro vocazione e diventare sempre più testimoni del volto del Padre Buono e Provvidente. Che Maria, Madre dell’Opera, e San Giovanni Calabria accompagnino il loro cammino e ottengano loro la grazia di essere, ogni giorno, un Vangelo vivente della paternità buona e provvidente di Dio.
Tenerezza e pace, cari fr. Kiaco e fr. Adolfo! Il Signore vi benedica e renda feconda la vostra consacrazione.