Una sala gremita, volti attenti e voci delle molte domande sul futuro dell’uomo nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale. All’Abbazia di Maguzzano il primo incontro di riflessione sull’AI, guidato dal prof. Canzio Dusi, ha messo al centro non la tecnologia in sé, ma la responsabilità umana di comprenderla e orientarla, richiamando tutti a una sfida che è prima di tutto antropologica ed educativa.
La sala grande dell’Abbazia di Maguzzano ha faticato a contenere le numerose persone accorse per il primo incontro di riflessione sui temi dell’Intelligenza Artificiale. Ma oltre che dal numero dei partecipanti siamo rimasti molto colpiti dalla loro attenzione e dal loro vivo interesse. Vedere volti così attenti, in sala, non è solo gratificante, ma ci fa capire come sono in molti ormai a sentire l’urgenza di comprendere il cambiamento in atto.
Abbiamo potuto notare e poi constatare nelle reazioni in sala che la relazione del prof. Dusi, docente a contratto Università Cattolica del Sacro Cuore, ha avuto un notevole impatto e ha suscitato il desiderio di andare oltre e inoltrarsi dentro questo nuovo mondo e confrontarsi con la sfida antropologica che esso ci pone.
Una sfida antropologica più che tecnologica
Il prof. Dusi ha espresso un modo di guardare all’Intelligenza Artificiale in totale sintonia con le parole del Papa nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Comunicazione (che veniva pubblicato proprio in quelle ore) mettendo in evidenza che quella che stiamo vivendo non è tanto una questione tecnologica quanto antropologica e "la sfida che ci aspetta non sta nel fermare l’innovazione digitale, ma nel guidarla, nell’essere consapevoli del suo carattere ambivalente.
Sta a ognuno di noi alzare la voce in difesa delle persone umane, affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati. Questa alleanza è possibile, ma ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione" perché l'educazione mira a "rendere effettiva una cittadinanza digitale consapevole e responsabile".
Il prof. Dusi ha messo in guardia dai profeti di sventura che additano nell’AI l’origine di un male che ci travolgerà, ma ha sottolineato come sia necessario non tanto bloccare (anche se fosse possibile) il progresso tecnologico, quanto invece porsi alla guida di questo processo per garantire che esso serva allo sviluppo umano e non ad assicurare controllo e potere ad una ristrette elìte di supertecnologi.
Dalle origini dell’AI alle questioni più urgenti
La lezione del prof. Dusi, durata più di un’ora ma mantenendo sempre alto il livello di attenzione, dopo un breve sguardo storico sulla nascita di questa tecnologia si è addentrato su alcune delle questioni più urgenti che la presenza dell’Intelligenza Artificiale nella nostra vita quotidiana sta sollevando.
Rischi e opportunità: una responsabilità condivisa
Con maestria e chiarezza il prof. Dusi ha saluto mettere in evidenza sia i rischi che le opportunità che l’uso di tale tecnologia ci sta proponendo sollecitando negli ascoltatori una presa in carico responsabile e attiva evitando accuratamente atteggiamenti di ostracismo o di passività.
L’appello finale alla Alfabetizzazione
Le numerose e intelligenti domande avrebbero avuto bisogno di ulteriore tempo, ma la giornata si è conclusa con l’appello alla alfabetizzazione digitale specie dei più giovani.
Il prossimo appuntamento
Gli incontri vedranno un ulteriore occasione di approfondimento in occasione del 7 marzo pv quando l’Abbazia di Maguzzano avrà come suo gradito ospite don Andrea Ciucci apprezzato conferenziere, coordinatore della segreteria della RenAIssance Foundation organismo voluto da Papa Francesco che ha l'obiettivo di sostenere la riflessione antropologica ed etica delle nuove tecnologie sulla vita umana, promossa dalla Pontificia Accademia per la Vita. Il tema che don Ciucci affronterà sarà: Salvare la dignità umana. Le sfide che l’Intelligenza Artificiale pone alla Vita Spirituale e alla Chiesa