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  • 29 dic 2025
  • Italia
  • Redazione

È Concluso l’Anno Giubilare nella Chiesa Veronese!

Ieri nella Cattedrale di Verona si è celebrata la chiusura dell’Anno Santo, in comunione con tutte le diocesi del mondo. La celebrazione, presieduta dal vescovo mons. Domenico Pompili, insieme ai rettori delle chiese giubilari e il popolo di Dio, ha suggellato il cammino giubilare il 28 dicembre nel Duomo. Don Giacomo ha ringraziato per il lavoro sinodale condiviso con la diocesi nel corso dell’Anno Santo.

Al suono solenne della tromba, sulle note di una melodia familiare e profondamente evocativa, l’inno del Giubileo, “Fiamma viva della mia speranza, questo canto giunga fino a Te”, in comunione con tutte le diocesi del mondo, ieri nella Cattedrale a Verona si è svolta la chiusura dell’Anno Santo. 

Verona chiude l’Anno Santo di speranza

La Celebrazione, presieduta da Monsignor Domenico Pompili, ha suggellato un anno di fede e rinnovata speranza. Nel canto vibrante dell’Inno, che ha attraversato tutta la cattedrale, l’assemblea, riunita ad un’unica voce, ha espresso la lode e la gratitudine per il cammino giubilare compiuto. Il Giubileo della Speranza, “Spes non confundit, la speranza non delude”, inaugurato da Papa Francesco e proseguito sotto il pontificato di Papa Leone, ha trovato nella diocesi di Verona una partecipazione viva e emozionante, coinvolgendo i rettori delle chiese giubilari e l’intero popolo di Dio.
 


Il Santuario San Giovanni Calabria, luogo di grazia e di pellegrinaggio

Per il Santuario San Giovanni Calabria questo Anno Giubilare è stato una infinita cascata di grazie. Con lo sguardo commosso, nella Festa della Sacra Famiglia di Nazareth, don Giacomo Cordioli, Rettore del Santuario in San Zeno in Monte, abbraccia i fedeli, lodando e ringraziando Dio per tutto quello che si è visto e provato. 

La nomina, a sorpresa, del Santuario calabriano, come Chiesa Giubilare, è stata vissuta con gioia ed entusiasmo da parte di tutta l’Opera a Verona e nel mondo. È solo nell’essere pellegrini che possiamo sperimentare cosa significhi camminare sulle orme della speranza: ossia riconoscere il fratello e la sorella che ci è accanto, sostenendoci a vicenda e percorrere questa vita come comunità, come famiglia. Il Rettore, rimarcando il valore che don Calabria dava alla famiglia, chiede a Dio la grazia di salvarla e invita tutti a perseverare nella missione della speranza, con gesti di umiltà e di carità.
 

Don Giacomo: camminare insieme come famiglia

Don Giacomo, nel ringraziare il Vescovo Domenico, mettendo in evidenza la bellezza nel lavoro sinodale con la diocesi, ci trasmette la gioia nell’aver restituito, in un qualche modo a tutta Verona, la figura di san Giovanni Calabria, uomo della Speranza per i suoi tempi e per quelli di oggi. 
 
Attraverso gli scritti e gli aneddoti della vita del Santo, con impegno e dedizione, sono stati costruiti specifici percorsi di preghiera, riflessione e meditazione spirituale. Ogni luogo di San Zeno in Monte ha assunto un significato particolare, dove ogni pellegrino, anche se in gruppo, ha potuto vivere, in maniera personale, la Parola di Dio.

Misericordia, riconciliazione, ascolto della Parola

Quanti silenzi e quante lacrime nella Cappella del Santissimo; quanti cuori risollevati nel sacramento del perdono, dove la forza della misericordia divina guarisce ogni ferita. A questo proposito, don Giacomo Cordioli ringrazia con affetto e commozione i suoi confratelli religiosi e tutti gli altri sacerdoti perché, mettendosi a disposizione per il sacramento della Riconciliazione, sono stati il tramite del perdono e dell’amore di Dio.
 
È stata una benedizione di grazie quella nel mettersi al servizio in questo giubileo. Accogliere, ascoltare e accompagnare i pellegrini, dai bambini agli anziani, dalle scuole ai gruppi parrocchiali, nella Casa Madre dell’Opera don Calabria, dove Gesù Cristo è sempre stato il centro di ogni incontro, non ha fatto altro che aumentare, nei volontari coinvolti, il senso della vita e l’amore per l’appartenenza alla famiglia calabriana. 
 

La speranza che continua oltre il Giubileo

Si è sperimentato che il Cammino della Speranza non finisce, anche se le porte fisiche delle Chiese e delle Basiliche giubilari possono chiudersi, come ha detto il card. Makrickas nella chiusura della Porta Santa di Santa Maria Maggiore, “La porta che conta veramente resta quella del nostro cuore, che si apre quando ascolta la parola di Dio, che si dilata quando accoglie il fratello, che si fortifica quando perdona e chiede perdono. Varcare la Porta Santa è stato un dono e diventare da oggi porte aperte per gli altri è la nostra missione per il futuro.”

Custodire la fiamma della speranza

Rinnovando l’emozione e conservando la memoria dell’anno Santo di Speranza, con fede, vogliamo tenere viva questa fiamma, affinché nelle nostre anime possa confermarsi e radicarsi sempre più l’abbandono al Padre Celeste, che con pazienza e tenerezza ci accompagna e ci guida in questo pellegrinaggio terreno.
 
Con le parole di Papa Francesco, “a noi discepoli del Signore è chiesto di ritrovare in Lui la nostra speranza più grande, per poi portarla senza ritardi, come pellegrini di luce nelle tenebre del mondo” chiediamo a Dio di illuminarci nella Via del suo Figlio Gesù. Perché “la speranza cristiana è proprio il “qualcos’altro” che ci chiede di muoverci “senza indugio”. Sull’esempio di San Giovanni Calabria, vogliamo proseguire su questa strada, facendo spazio sempre più a Gesù Risorto che trapassa ogni cuore con la forza della sua luce d’amore. 

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