Don Miguel: Lasciamo che la voce del Battista che gridava nel deserto, raggiunga il nostro cuore.
“Preparate la via del Signore” è stato tema del secondo appuntamento della Lectio Divina, dedicato al messaggio di Giovanni Battista nel Vangelo di Matteo (Mt 3,1-12). Nel Santuario San Giovanni Calabria, la sera del 29 novembre, don Miguel Tuffol ha invitato a non temere la figura di Giovanni, ma “lasciarsi toccare dalla sua voce, oggi più che mai”, per accogliere pienamente la Parola di Gesù Cristo.
PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE
Ogni seconda Domenica di Avvento la liturgia ci pone davanti un personaggio unico, a volte spiazzante, dalla parola dura e dallo stile radicale: Giovanni Battista, il Precursore, colui che prepara il cuore dell’umanità alla venuta del Signore.
La prima cosa che colpisce in questo brano è il luogo scelto da Giovanni:
«In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea». Giovanni non sceglie le piazze né i luoghi abitati. Non cerca la folla né il rumore. Sceglie il deserto. E tuttavia, continua il Vangelo, «accorrevano a lui da tutta la regione». La gente si muove verso il deserto per ascoltare quella voce che risuona con autenticità e forza. È significativo:
non è la confusione a risvegliare il cuore, ma il deserto, il silenzio che permette alla voce di emergere limpida.
L’evangelista Matteo richiama Isaia:
«Voce di uno che grida nel deserto». E immaginando questa scena mi sono chiesto: perché la gente corre da Giovanni?
Perché c’è una voce che grida, una voce vera, capace di toccare l’anima come, un tempo, gridava la voce di San Giovanni Calabria su questo colle.
Quella voce proclama:
«Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri». Giovanni è voce, non Parola. La Parola è Cristo. Quel versetto di Isaia – nato per consolare gli esuli di Babilonia – diventa per Giovanni la chiave della sua vocazione: la missione di preparare il cuore proprio perché la Parola possa essere accolta. Giovanni non vuole essere protagonista: è colui che orienta, sveglia, scuote, indica. È come una lampada: non è la luce, ma la porta.
SE LO CONFRONTIAMO CON GESÙ, LA DIFFERENZA È ELOQUENTE:
- Giovanni sceglie la solitudine del deserto; Gesù attraversa villaggi e città.
- Giovanni vive nell’austerità; Gesù entra nelle case e siede a mensa con peccatori e pubblicani.
- Giovanni ammonisce; Gesù annuncia la Buona Notizia che apre alla speranza.

Per questo non dobbiamo temere Giovanni, ma lasciarci toccare dalla sua voce, oggi più che mai. Il brano presenta alcune parole chiave sulle quali è bene soffermarsi.
1. «Convertitevi»
È il primo grido del Battista.
La conversione, la metanoia, è un cambiamento profondo di mentalità e di cuore. È un invito a lasciarsi trasformare dentro, a risvegliare ciò che dorme, a riaccendere ciò che si è spento. Forse potremmo far risuonare questa parola in noi come un ritornello durante la settimana.
2. «Il Regno dei Cieli è vicino»
Ecco il motivo della conversione: Dio si è fatto vicino.
Il Regno non è lontano: entra nella storia, visita la nostra vita, abita il quotidiano. La voce di Giovanni prepara l’arrivo della Parola che rivela un Dio prossimo, un Dio Padre.
3. «Preparate la via del Signore»
Non basta ascoltare. Occorre preparare il cuore, raddrizzare i sentieri, compiere gesti concreti di amore. Così come prepariamo il presepe o l’albero, siamo chiamati a preparare lo spazio più importante: il cuore.
4. Lo stile del Battista: sobrietà ed essenzialità
Giovanni ci richiama all’essenziale. Il suo modo di vestire e nutrirsi, il suo vivere spoglio, testimoniano una libertà profonda. Il deserto non dona solo una voce: dona anche uno stile, una leggerezza interiore che libera dalla superficialità.
5. I frutti autentici
Nel brano compaiono farisei e sadducei che si avvicinano a Giovanni. Nonostante siano “
osservanti”, Giovanni non li loda: li provoca con parole dure. Perché? Per ricordare che non basta appartenere a una tradizione: occorre portare frutti veri. E questa parola interpella anche noi: i nostri frutti corrispondono alla nostra fede? O siamo cristiani solo in apparenza?
6. L’annuncio del Battesimo di Gesù
Tutto conduce a questo punto. Giovanni non proclama se stesso: annuncia uno più forte che battezzerà «in Spirito Santo e fuoco», il fuoco dell’amore che trasforma il cuore. Il Battista ci fa uscire dalla sonnolenza spirituale e ci prepara all’incontro con Cristo, l’unico che compie il sogno di Dio: liberarci dalle paure, rinnovare la vita, aprire cammini nuovi.
Alcune domande per la riflessione personale
- Sono davvero disposto a preparare la via al Signore nella mia vita?
- I miei frutti parlano di una conversione autentica o solo in apparenza?
- Il mio stile di vita è semplice e autentico o troppo legato alle logiche del mondo?
- Quali sentieri storti – abitudini, rancori, orgogli – ho bisogno di raddrizzare per accogliere meglio Gesù?
Lasciamo che la voce del Battista, che gridava nel deserto e che oggi grida dentro questo nostro silenzio, raggiunga il cuore. Se questa voce suscita un movimento interiore, un desiderio di cambiamento, allora l’Avvento diventa davvero un cammino verso il Natale.